Sandro Tonali è adesso un calciatore del Newcastle. Affare che ha fatto tanto discutere, ma alla base c’è un enorme errore di valutazione. Vi spieghiamo perché
La telenovela è finita, senza nessun colpo di scena: Sandro Tonali è un nuovo calciatore del Newcastle. Atterrato in Inghilterra, Tonali ha parlato di “scelta difficilissima” e ha lanciato anche una (velatissima) stoccata alla dirigenza rossonera per l’addio di Paolo Maldini: “Per noi ragazzi è stato e resta un punto di riferimento”. A buon intenditor, poche parole.
And so it is: e quindi è così. “The shorter story. No love, no glory, no hero in her sky”. Prendiamo in prestito le parole di Damien Rice che calzano a pennello su questa vicenda. No, alla fine nella storia non c’è nessun eroe, ovviamente viene ridimensionato anche l’amore sbandierato ai quattro venti per i colori rossoneri. Ma di sicuro non si può dire che non ci sia un vincitore. Anzi, ce ne sono tanti, al netto dell’emotività e di tutti i discorsi anche un po’ ipocriti che si sono ricamati intorno a questo affare.
Certo, è la resa definitiva del nostro calcio al cospetto della ricchissima Premier – non che ci volesse l’affare Tonali a spiegarcelo – ma ci sono anche altre chiavi di lettura dell’intera situazione, che non abbiamo visto o non abbiamo voluto vedere. Li vedremo poi, probabilmente lo capiremo dopo: è il calciomercato, baby, e va letto e interpretato secondo le sue regole.
Parliamo di affari, di freddi calcoli e di vile denaro, per questo motivo tutto il resto dei discorsi da libro cuore stanno a meno di zero. Non giriamoci troppo intorno: l’affare Tonali è stato un affare win-win-win: già, hanno vinto proprio tutti.
Ha vinto il Newcastle che tanto i soldi ce li ha e ha potuto spenderli per portarsi a casa quello che è già un calciatore di livello europeo ma può diventare un top mondiale nel suo ruolo; ha vinto Sandro, che va in una squadra in crescita esponenziale che da qui a qualche anno potrebbe essere nel gotha del calcio continentale, con un progetto concreto e molto molto ricco che sta già raccogliendo diversi ottimi frutti; e sì, ha vinto anche il Milan, che porta a casa una cifra obiettivamente fuori mercato per un calciatore che ha ancora da dimostrare più di quanto abbia già dimostrato e adesso ha un gruzzolo bello importante per un restyling che vale molto di più del singolo elemento, per quanto bravo potesse essere.
Naturalmente siamo scossi, da tifosi del nostro calcio e da romantici impenitenti. A maggior ragione i milanisti, ancora sotto shock per ciò che è accaduto e ancora combattuti fra il “moriremo tutti” e il “ma tutto sommato”. Poi la rabbia svanisce, si razionalizza e ci si fa due conti: il Milan non ha dato via Tonali per 70 milioni di euro (queste le cifre dell’affare, ndr), ma ha dato via Tonali per Pulisic, uno o due centrocampisti e un numero 9 in grado di fare anche rifiatare Giroud. Tanto costeranno, messi insieme, i nuovi acquisti del Milan, quelli che renderanno più completa e competitiva la rosa a disposizione di Pioli. Con tutto il rispetto e l’affetto per Tonali – che, l’abbiamo detto, diventerà un grandissimo – ma un calciatore, per quanto bravo, non varrà mai una squadra intera.
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